Get the Flash Player to see this rotator.


 
Proverbi piemontesi sul cibo

"... Mei esse testa d’anguila che coa de storion ..."

Meglio essere la testa di un’anguilla che la coda di uno storione.
 
 




Le pere "Martin Sec" e "Madernasse"


Pere - Pyrus L. - Famiglia: Rosaceae subfam. Maloideae
È un genere del Vecchio Mondo costituito da una trentina di specie oggetto da millenni di coltivazioni o impiegate nel miglioramento delle varietà coltivate. Sono alberetti o arbusti, spinosi o inermi, decidui, con foglie semplici a margine dentato o serrato (a volte quasi intero); i fiori sono portati in corimbi ed hanno 15-20-30 stami. Il frutto è un pomo carnoso, succulento, ricco di sclereidi (cellule di forma diversa con pareti cellulari fortemente lignificate, poste isolate o in piccoli gruppi all'interno di diversi frutti - es. cellule petrose).

Pera Madernassa del Cuneese (d'Alba e della Valle Grana)

Il prof. Raffaele Carlone, in un intervento sul periodico L'Italia Agricola, affermava: "La Madernassa fu descritta la prima volta da Cavazza (1908) che ne magnificò la rusticità, la produttività e la lunga vita. [...] Venne poi menzionata nella "Pomologia" del Pomon (1916) in cui si faceva rilevare la diffusione della varietà non soltanto in Piemonte ma anche fuori regione.

Soltanto nel 1927 la varietà venne però portata all'attenzione dei frutticoltori al Congresso di Frutticoltura di Lugo in cui ne veniva consigliata l'adozione anche in altre zone dell'Italia settentrionale. [...] La pianta madre nacque da un seme caduto per caso in un appezzamento della cascina Gavello della Borgata Madernassa su di una collina posta tra i paesi di Guarene e di Castagnito. Quando cominciò a portare i primi frutti il proprietario ne apprezzò subito la bontà e, quando l'albero si dimostrò rustico e vigoroso, la propagò sovrainnestandola su alcuni peri che erano presenti in azienda.

Ben presto i pregi colturali e commerciali della varietà furono conosciuti dai vicini che la moltiplicarono nei loro poderi e di qui la cultivar si diffuse in tutto il territorio dell'albese. In un primo momento la varietà fu conosciuta con il nome di Gavello e solo in seguito venne indicata con il nome di Madernassa: si può stabilire con relativa approssimazione anche la sua data di nascita se si pensa che la pianta madre fu abbattuta nel 1914 ed aveva circa 130 anni. [...] E' opinione diffusa che derivi da incrocio naturale della cultivar Martin Sec con il selvatico."

Un tempo coltivata in molte zone del cuneese, oggi l'area di produzione è limitata alle zone più vocate del Roero e della Valle Grana. L'albero è vigoroso, rustico, molto fertile, soggetto ad alternanza produttiva nei vecchi impianti o in quelli innestati su franco. Fioritura in epoca medio-precoce. Varietà partenocarpica (produce anche frutti senza semi). Il frutto, del peso medio di 150 g, è di dimensioni medie o medio-piccole, piriforme, abbastanza regolare, lievemente appiattito alle due estremità, con picciolo medio-lungo, sottile, inserito in una piccola cavità, buccia sottile piuttosto ruvida, rugginosa, verde giallognola, soffusa di rosso pallido, con molte lenticelle irregolari, torsolo piccolo, polpa bianco-giallognola-chiara, croccante, poco granulosa, leggermente profumata, di sapore dolce e leggermente tannico. I frutti presentano buona o discreta conservabilità . La Madernassa ha poche calorie (30-35 kcal per 100 g), sono ricche di fibra insolubile e contengono invece una discreta quantità di potassio. Hanno un indice di sazietà piuttosto elevato e quindi sono indicate negli spuntini o per concludere un pasto poco saziante. È una pera da cuocere, cioè esplica le sue migliori caratteristiche cotta, anche se si può mangiare cruda, quando matura. Prodotto agroalimentare tradizionale (PAT). In corso domanda di riconoscimento IGP.

Pera Martin Secco
L’origine è molto incerta e antica. Secondo alcuni autori parrebbe provenire dallo Champagne, secondo altri, invece, dalle Alpi Piemontesi, precisamente dalle Alpi Cozie ed Alpi marittime e, sicuramente, dal territorio della provincia di Cuneo, nel quale la sua presenza risale a tempi remoti ed è stata documentata da numerosi studi storici locali.

In Francia, la varietà risultava coltivata nel XVI secolo essendo stata già menzionata da C. Estienne, nel 1530. È ancora diffuso in tutto il Piemonte nelle zone pedemontane e nelle vallate dell’area alpina. La maggior diffusione della varietà risulta essere in provincia di Cuneo dove il Martin Secco è presente e coltivato nell’Alta Langa, nelle 16 vallate alpine fino ad una altitudine di 1.000 metri e nelle zone pedemontane del Monregalese, Cuneese e Saluzzese. Le pere Martin Secco, insieme alle Martinone, Martin Dobi (Martin Doppio) e Supertino sono ottime varietà, considerate a livello nazionale ed europeo le migliori alla cottura. È nota anche con i seguenti sinonimi: Martin sec d’hiver, Cannellino, Cavicchione, Garofala, Garofolino, De Saint Martin, Roggia, Rousselet d’hiver. L’albero è vigoroso, mediamente produttivo, sensibile alla ticchiolatura, impollinato da Madernassa e Passacrassana. I frutti sono medio-piccoli, piriformi, misurano 75 mm di altezza e 55 mm di larghezza. Il peduncolo è lungo, sottile, slargato all’apice, diritto, inserito verticalmente od obliquamente, sul frutto. La cavità peduncolare è poco pronunciata o assente. Il calice è aperto, grande, situato in una cavità poco profonda. La buccia è fine, sottile, rugginosa, di colore giallastro-chiaro, sfumata di rosso alla insolazione, ricoperta da numerose lenticelle grigie, rilevate.
La polpa è giallastra, semifine, granulosa, zuccherina, poco succosa, aromatica e profumata. I semi sono lunghi mediamente 8 mm e larghi 4.5 mm.

I frutti maturano dalla fine di dicembre al mese di marzo e si conservano abbastanza bene anche in un ambiente naturale di tipo fruttaio (locale asciutto e ben arieggiato). L’epoca di raccolta è intorno alla seconda metà di ottobre.

La Pera Martin è considerata la migliore in assoluto fra tutte le pere che presentano la predisposizione alla cottura.

   
Consorzio per la valorizzazione e la tutela della Cögnà di narzole - Sede Legale: Via Martiri della Liberazione, 30 12068 Narzole (CN)
P.Iva 03018820047 C.F. 91022820046     
Informativa Privacy
Consorzio per la valorizzazione e la tutela della Cögnà di narzole utilizza cookies tecnici e di profilazione e consente l'uso di cookies a "terze parti" che permettono di inviarti informazioni inerenti le tue preferenze.
Continuando a navigare accetti l’utilizzo dei cookies, se non desideri riceverli ti invitiamo a non navigare questo sito ulteriormente.

Scopri l'informativa e come negare il consenso. Chiudi
Chiudi
x
Utilizzo dei COOKIES
Nessun dato personale degli utenti viene di proposito acquisito dal sito. Non viene fatto uso di cookies per la trasmissione di informazioni di carattere personale, né sono utilizzati cookies persistenti di alcun tipo, ovvero sistemi per il tracciamento degli utenti. L'uso di cookies di sessione (che non vengono memorizzati in modo persistente sul computer dell'utente e scompaiono, lato client, con la chiusura del browser di navigazione) è strettamente limitato alla trasmissione di identificativi di sessione (costituiti da numeri casuali generati dal server) necessari per consentire l'esplorazione sicura ed efficiente del sito, evitando il ricorso ad altre tecniche informatiche potenzialmente pregiudizievoli per la riservatezza della navigazione degli utenti, e non consente l'acquisizione di dati personali identificativi dell'utente.
L'utilizzo di cookies permanenti è strettamente limitato all'acquisizione di dati statistici relativi all'accesso al sito e/o per mantenere le preferenze dell’utente (lingua, layout, etc.). L'eventuale disabilitazione dei cookies sulla postazione utente non influenza l'interazione con il sito.
Per saperne di più accedi alla pagina dedicata

Individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei cookie.
Provvedimento n.229 dell'8 maggio 2014 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014.

Consulta il testo del provvedimento