Parliamo di...
Il mosto d'uva
Le Mele/pere Cotogne
Le pere Martine "Martin sec"
Le Nocciole
I Fichi
La ricetta della Cögnà a Fumetti
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Fonte: "IL DIZIONARIO DI GASTRONOMIA DEL PIEMONTE di Sandro Doglio "
Editore Daumerie editrice 1995
La Cögna di Narzole
Il Consorzio per la Valorizzazione e la Tutela della Cögnà di Narzole, nasce nel 2003,
dall’idea di alcuni cittadini Narzolesi che
ritrovando nelle cascine locali l’usanza consolidata di realizzare un prodotto di antiche origini, decidono di sviluppare un
disciplinare che ne identifichi la provenienza e la preparazione. Lo stesso anno è la giunta comunale del paese ad avvalorare l’identità
della "Cögnà di Narzole", tramite la presa d’atto del disciplinare.
Da questo momento spetta al Consorzio promuovere ed identificare il prodotto che vuole tutelare; le prime iniziative, riguardano la
ricerca degli ingredienti tra i quali spicca il mosto d’uva, l’elemento fondamentale che è alla base della ricetta; tramite la buona
volontà di alcuni produttori locali il mosto viene prelevato nelle colline di Vergne, frazione di Narzole al confine con le terre del
più conosciuto BAROLO, nelle quali vengono coltivati principalmente vitigni DOLCETTO, BARBERA e NEBBIOLO.
E’ nell’amalgama tra i vari mosti che il Consorzio identifica il proprio prodotto,
in quanto da racconti tramandati da padre in figlio
la Cögnà era realizzata con uve denominate "GRAPPOLI DI SAN MARTINO", grappoli d’uva in maturazione tardiva lasciati sulle piante
durante la raccolta di SETTEMBRE-OTTOBRE, in quanto non avevano raggiunto la completa maturazione.
Da qui si evince che non fosse una sola tipologia di mosto alla base del prodotto originario "Cögnà", ma un insieme tra i vitigni
coltivati in zona.
Per quanto riguarda gli altri ingredienti, le nocciole sono alla base delle culture agricole locali del territorio e quindi facilmente
reperibili, mentre le mele/pere "Cotogne", le pere "Martin Sec" e le pere "Madernasse", ricordate dagli anziani come frutti presenti
nella propria alimentazione, a causa del mutamento agricolo e dello scarso utilizzo, inizialmente è stato difficoltoso il loro
ritrovamento in quanto sul territorio erano presenti singole piante dislocate tra la pianura e la collina.
Per ovviare a tale mancanza, il Consorzio
in collaborazione con il Comune di Narzole nell’anno 2005 ha realizzato una piantagione di
frutti "antichi", con l’intenzione di poter produrre in modo autonomo questi prodotti della terra che diversamente con il tempo
sarebbero scomparsi e forse dimenticati, nella cultura locale.
Dal 2003 si susseguono manifestazioni e partecipazioni ai più importanti mercati locali (tra i quali Fiera Napoleonica a Narzole, Fiera
del Tartufo di Alba, Fiera del Bue Grasso a Carru’ etc) nei quali viene fatta la promozione del prodotto ad opera del Consorzio stesso,
divulgando in modo particolare la concezione della tradizionalità della ricetta.
Tra le iniziative di maggior pregio la "Cögnà di Narzole" può avvalersi del gemellaggio con il "Tumin dal Mel" favorito
dall’assessorato regionale sviluppo della montagna e foreste, nell’ambito dell’iniziativa "I sapori di montagna scoprili in città", e
la cena dei prodotti tipici locali denominata "TIPICA-MENTE".
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